Rischi di interferenza nei lavori edili di scavo

Prosegue il nostro dossier sulla sicurezza nei lavori edili di scavo, realizzato dal geometra Marcello Antoniotti e pubblicato in origine sulla rivista Progetto Sicurezza. Dopo avere passato in rassegna le principali macchine edili per gli scavi nei cantieri, l’oggetto di questo articolo è l’analisi del rischio di interferenza.

 

Il terzo comma dell’articolo 118 del d.lgs. 81/2008 prescrive quanto segue: “Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco”.

 

Ciò premesso, durante le operazioni di scavo con le macchine, talvolta si rende indispensabile la presenza a terra di lavoratori di supporto. Specialmente durante gli scavi in zone urbane è necessario che un operatore a terra verifichi costantemente l’eventuale presenza di servizi interrati e indichi all’operatore della macchina dove intervenire, quando fermarsi, dove spostare la benna e così via.

 

Barriere fisse o mobili e cartelli segnaletici servono ad evitare che personale non addetto o estraneo si avvicini alla zona di escavazione, mentre i suddetti lavoratori di supporto devono necessariamente essere presenti e costituiscono un rischio d’interferenza che deve essere attentamente preso in considerazione. Prima dell’inizio dei lavori i manovratori delle macchine e gli addetti a terra devono essere scrupolosamente informati sulle modalità operative.

 

Quando l’addetto a terra deve intervenire con attrezzi manuali nello scavo o frontalmente alla macchina, l’operatore della macchina stessa deve sospendere qualsiasi manovra. Quando le lavorazioni a terra si protraggono, la macchina deve essere allontanata dalla zona di scavo.

 

In altre circostanze si potrebbero determinare interferenze fra gli addetti alle operazioni di scavo con altri lavoratori che si trovano a dover lavorare nella medesima area. Ciò potrebbe avvenire, ad esempio, nel corso delle ristrutturazioni creando così situazioni di grave pericolo.

 

Tutte le opere esecutive che si svolgono nel cantiere devono essere fra loro coordinate affinché non avvengano contemporaneamente e nel medesimo luogo qualora tutto ciò possa essere fonte di pericolose interferenze.

 

Per ridurre tali rischi, oltre a dover rispettare il piano di sicurezza e le norme tecniche relative alla prevenzione degli infortuni, si rende indispensabile coordinare le diverse attività e impedirne il loro contemporaneo svolgimento in ambienti comuni o in zone verticalmente od orizzontalmente limitrofe, se tale situazione può produrre possibili conseguenze d’infortunio o di malattia professionale.

 

Lo sfasamento temporale o spaziale degli interventi in base alle priorità esecutive, alla disponibilità di uomini e mezzi dà luogo al metodo operativo più sicuro.

 

Nei casi in cui lo sfasamento temporale o spaziale non sia attuabile o lo sia solo parzialmente, le attività devono essere condotte con misure protettive che eliminino o riducano considerevolmente i rischi delle interferenze mediante l’allestimento di schermature, segregazioni, protezioni e percorsi che consentano le attività e gli spostamenti degli operatori in condizioni di sicurezza.

 

Qualora sia del tutto impossibile attuare alcuno dei metodi suddetti, il coordinatore per l’esecuzione o il responsabile di cantiere deve indicare le misure di sicurezza più idonee.

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