Risparmio Energetico 2013, l’intervista a Oliver Rapf, direttore del BPIE di Bruxelles

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervista a Oliver Rapf, Executive Director dell’Istituto Europeo per la Performance degli Edifici (BPIE) di Bruxelles tratta dalla Guida all’Efficienza Energetica in Europa 2013 di EAE (European Association for ETICS), di cui Cortexa è socio fondatore e unico rappresentante per l’Italia. In questa intervista Oliver Rapf ci racconta i risultati dello studio europeo Gli edifici europei sotto la lente di ingrandimento e le prospettive per l’isolamento termico in Europa (leggi anche Risparmio Energetico 2013, disponibile gratuitamente la Guida Europea).

 

Con lo studio Gli edifici europei sotto la lente di ingrandimento il BPIE analizza per la prima volta la situazione dell’’ntero patrimonio immobiliare europeo. Quali sono stati i dati più difficili da raccogliere?
I dati più difficili da raccogliere sono stati quelli relativi agli edifici commerciali, alla definizione del profilo dei proprietari di edifici non residenziali, i dati di utilizzo dell’energia per tipo di edificio e utilizzo finale, i tassi di ristrutturazione in generale.  Ci sono anche pochissime informazioni sugli interventi di risanamento energetico, ad esempio il numero totale e la tipologia di interventi e i costi che questi comportano a livello di singolo Stato Membro.

 

A Suo parere, ci sono delle possibilità di raccogliere questi dati in un lasso di tempo ragionevole?
È indispensabile che i governi europei comprendano che possedere dati dettagliati ed affidabili è un prerequisito per sviluppare e attuare politiche e programmi in grado di migliorare significativamente le prestazioni energetiche degli edifici. Noi stiamo supportando la raccolta dati grazie al BPIE data hub, online dall’autunno 2012. Grazie a questo portale potremo selezionare singoli set di dati e comparare, ad esempio, il consumo energetico di case unifamiliari in Germania ed Austria.

 

Tutti i dati saranno presentati in maniera trasparente e ne verranno citate le fonti. Se i dati saranno stime o previsioni, questo verrà segnalato nel database. Uno degli obiettivi di questo strumento è anche mostrare ciò che non sappiamo, in modo da spingere i responsabili in tutta Europa a colmare questa lacuna. Contiamo sulla collaborazione di altri istituti e autorità per riuscire a raccogliere nel tempo informazioni migliori.

 

Quale è l’obiettivo principale del vostro data hub?
Vogliamo rendere i dati del settore costruzioni molto più trasparenti e lavorare per una armonizzazione dei dati disponibili a livello europeo.

 

L’Europa ha definito degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici, tutti gli Stati Membri dovranno contribuire al raggiungimento di tali obiettivi. Se non siamo in grado di misurare con esattezza il contributo e il potenziale dei vari Stati avremo un grande problema. Diversi standard e metodi di misurazione per la performance degli edifici rappresentano forti barriere commerciali, anche se abbiamo un mercato del lavoro comune a livello europeo. Vi faccio un esempio per il settore delle costruzioni: se una impresa tedesca vuole restaurare un edificio in Belgio, deve conoscere in maniera molto approfondita le leggi e standard locali, che sono molto diversi da quelli tedeschi.

 

Guardando al patrimonio immobiliare europeo, quali aree di azione urgenti sono state identificate  grazie al vostro studio?
Oltre all’organizzazione di un metodo di raccolta dati e di monitoraggio sistematici, raccomandiamo di sviluppare piani d’azione nazionali sul risanamento energetico e di creare nuovi incentivi finanziari in grado di stimolare un numero maggiore di interventi in tutta Europa.

 

Il problema dei finanziamenti oggi è uno dei maggiori ostacoli agli interventi di efficientamento energetico. La crisi economico-finanziaria in corso rende l’accesso alle risorse pubbliche ancora più difficile, per questo motivo servono meccanismi innovativi per il finanziamento in grado di spingere gli investimenti privati nei progetti di risanamento energetico.

 

Sul lato dell’applicazione delle politiche, dovrebbe essere posta maggiore attenzione alla creazione di sistemi di monitoraggio efficaci, per garantire che vengano rispettate norme e standard anche nell’esecuzione dei lavori. Infine, non sarà possibile ottenere una vera qualità senza formare ed educare la forza lavoro del settore delle costruzioni, che gioca un ruolo fondamentale nell’esecuzione di interventi di risanamento energetico.

 

Parola chiave finanziamenti: a Suo parere come è possibile ridurre le barriere finanziarie per ottenere un aumento degli interventi di risanamento energetico?
Oggi gli investitori istituzionali hanno veramente poche opportunità di investire in progetti di risanamento energetico. Questo tipo di investimenti potrebbero essere attrattivi per investitori con prospettive a lungo termine come i fondi pensione, perché garantiscono ritorni affidabili, a basso rischio e a lungo termine.

 

Per rendere la cosa più interessante, diversi piccoli progetti di risanamento potrebbero essere combinati per creare un progetto di investimento di più ampia portata. La cosa importante è che tali strumenti per gli investimenti saranno realizzati tenendo conto delle circostanze locali. In questo momento stiamo discutendo con gli investitori in merito a come tali strumenti per gli investimento dovrebbero essere disegnati. Il ruolo del governo potrebbe essere quello di assicurare delle garanzie per tali progetti, questo non richiederanno un investimento ingente e continuo come invece è avvenuto in altri casi.

 

Lei ritiene che l’Isolamento Termico degli edifici potrebbe essere un elemento trainante per la crescita economica in Europa?
Senza dubbio!  Il know-how tecnico è disponibile così come la forza lavoro, anche se sarà necessario investire in misure di formazione, e ci sono numerosissimi edifici che dovranno essere risanati. Questi progetti non solo aiuteranno la ripresa dell’industria delle costruzioni locali e i produttori di materiali da costruzione, ma daranno nuovo lavoro anche al settore della progettazione, all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo.

 

Sembra una ricetta per il successo anche per gli Stati Membri più colpiti dalla crisi
Possiamo guardare alla Spagna: negli ultimi decenni si è costruito in maniera molto rapida ed economica. La gran parte di questi edifici nuovi ha un grandissimo potenziale di miglioramento energetico. Con l’aiuto di un programma di governo finalizzato a risolvere questo problema, molte persone attualmente disoccupate potrebbero trovare un nuovo lavoro.

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