Sicurezza nei cantieri: infortuni in calo o dati poco realistici?

Sono stati pubblicati recentemente dall’Inail i dati relativi agli infortuni nel settore delle costruzioni, aggiornati al 30 aprile scorso. Nelle statistiche rientrano il numero totale degli incidenti, la quantità di eventi mortali denunciati e di infortuni indennizzati. È importante sottolineare che i dati finora acquisiti per il 2008 non sono ancora definitivi, ma suscettibili di aggiornamenti.

DIMINUISCONO GLI INFORTUNI INDENNIZZATI
Come si evince dall’analisi condotta dall’Inail, alla data di rilevazione ufficiale del 30 aprile, il numero di infortuni indennizzati totali, pari a 74.843 nel 2008, è diminuito del 14,4% rispetto all’anno precedente, confermando le riduzioni già registrate nel triennio 2005-2007.
L’incidenza degli infortuni indennizzati sul numero di occupati nelle costruzioni sta progressivamente diminuendo nel corso del tempo. Tale rapporto, pari nel 2004 a 55,5 infortuni per 1.000 occupati, nel 2008 risulta pari a 38.

MORTI BIANCHE IN EDILIZIA: -27,8%

Per quanto riguarda il numero di infortuni mortali indennizzati (nello specifico 195 nel 2008), i dati risultano numericamente favorevoli, evidenziando un calo del 27,8% rispetto al 2007.
Anche la relativa incidenza degli infortuni mortali rispetto al numero di occupati nelle costruzioni si è ridotta, passando da 0,14 nel 2007 a 0,10 nel 2008 per 1.000 occupati.

I SINDACATI CONTESTANO I DATI
I sindacati hanno mostrato più di una perplessità sui dati. In un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaele Minelli, presidente del patronato Inca-Cgil, fa notare che “in questi anni si è andato sempre più destrutturando il ciclo produttivo in edilizia”. Con conseguenze pesanti (e poco visibili) sul fronte della sicurezza: “In un cantiere, che ha alle spalle una grande azienda, il lavoro viene parcellizzato fino ad arrivare a microimprese che fanno dei pezzi specifici di lavoro e, addirittura, al lavoro autonomo, con sconfinamento nel lavoro sommerso. In una realtà come questa difficilmente l’infortunio viene alla luce, perché si cerca di nasconderlo”.
Nella stessa intervista prosegue Marco Bottazzi, coordinatore medico legale dell’Inca: “La presenza massiccia di lavoratori immigrati presenti in questo settore fa sì che ci sia una quota di infortuni che sfuggono, perché vengono passati come malattia comune o come incidenti avvenuti fuori dal lavoro”. E conclude Franca Gasparri, della presidenza Inca: “Noi sappiamo che il 30% degli infortuni sul lavoro che avvengono in Italia, non vengono dichiarati come tali”.

CISL: SÌ ALLA PATENTE A PUNTI
Filca-Cisl, attraverso il segretario generale, Domenico Pesenti si dichiara favorevole all’introduzione di una patente a punti in edilizia, proposta dal ministro del Welfare Sacconi. “Le aziende edili nei cui cantieri si verificano infortuni devono essere escluse dal mercato, la Filca-Cisl lo ripete da tempo”. Prosegue Pesenti: “L’introduzione della Patente a punti in edilizia, con la conseguente esclusione dal mercato delle aziende edili nelle quali non si rispetta la sicurezza, avrebbe un doppio vantaggio: premierebbe le aziende virtuose e garantirebbe maggiormente i lavoratori … Nel Manifesto per la sicurezza, sottoscritto da Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil e presentato l’11 giugno scorso, si chiede proprio l’introduzione di una Patente a punti che disciplini l’accesso alla professione imprenditoriale nel settore edile, oggi legato solo all’iscrizione alla Camera del commercio, prevedendo anche la possibilità di sanzioni, sospensioni e revoca”.

Fonti:
Il rapporto annuale Inail
Ance
Adnkronos/Labitalia. L’opinione di Inca-Cgil
Diario del Web. L’opinione di Filca-Cisl

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