Sistemi di riutilizzo delle Acque di Cantiere

L’acqua è stata considerata per anni un bene di scarso valore in quanto ritenuta inesauribile e di nessun costo reale, specialmente in ambito edilizio. Il cantiere edile è invece un grande consumatore di risorse idriche, tanto che oggi è sempre più diffusa l’applicazione di prescrizioni di impatto ambientale che impongono una gestione sostenibile delle acque con l’adozione di sistemi di riciclaggio delle acque di cantiere nel processo produttivo.

 

La depurazione dell’acqua utilizzata nei cantieri e negli scavi rappresenta un aspetto importante di un progetto, dato che riutilizzare le acque depurate riduce al minimo l’approvvigionamento dall’acquedotto. Massimizzando, ove possibile, il riutilizzo delle acque impiegate nelle operazioni di cantiere, attraverso tecnologie per il trattamento delle acque reflue, si risolve anche il problema del costoso smaltimento dei reflui liquidi, che hanno caratteristiche chimico-fisiche tali da caratterizzarsi come veri e propri rifiuti.

 

In un cantiere edile l’uso dell’acqua è quasi sempre un tema che tra gli stessi operatori edili è ancora poco affrontato, nonostante esista una normativa precisa. Il cantiere ha necessità sia di acqua potabile che di acqua per uso produttivo, ma spesso l’acqua è prelevata unicamente dalla rete urbana.

 

Gran parte degli adempimenti, delle mancate scelte, della cattiva gestione della problematica inerente le risorse idriche nelle costruzioni sono riconducibili a fattori di sottovalutazione e mancata conoscenza, che generano approcci di tipo superficiale o approssimato a tutti i livelli, dalla progettazione alla realizzazione delle opere. Già dalla fase di progettazione deve essere valutato l’impatto ambientale generato dall’intervento edilizio: è soprattutto in questa prima fase che si ha la possibilità di operare scelte più contenute sotto il profilo della riduzione dei consumi idrici e dei rifiuti prodotti, in modo da limitare quanto più possibile l’impatto sull’ambiente. Successivamente, in termini gestionali, l’adozione sistematica di buone pratiche, con l’impostazione di una modalità di gestione piuttosto che di un’altra, può fare la differenza soprattutto sul fronte economico, grazie alla consapevolezza della normativa e delle procedure che ne derivano.

 

L’uso sostenibile dell’acqua in ambito edile ed il suo riutilizzo nel processo produttivo deve prendere in considerazione un’ampia gamma di casi che in genere ricadono sotto la definizione generica di acque di cantiere: acque di lavorazione (liquidi utilizzati nelle attività di scavo o preparazione delle malte cementizie e dei conglomerati), acque di officina (lavaggio dei mezzi meccanici e ricche di idrocarburi e oli), acque di lavaggio (lavaggio delle botti delle betoniere,  dei mezzi d’opera e l’abbattimento delle polveri di cantiere).

 

In genere le acque di cantiere sono caratterizzate da:

– elevato carico solido sospeso (derivante da contatto con polveri e sabbie, di granulometria variabili);

– elevato carico solido in soluzione (derivante dal contatto con particelle fini, argille e cemento, che dà luogo ad elevata torbidità);

– pH alcalino (in conseguenza del contatto con le polveri di cemento e calce);

– presenza di oli e idrocarburi (derivanti da perdite dei circuiti idraulici, motori, attrezzature);

– presenza di additivanti chimici utilizzati nella pratica edilizia (disarmanti, ritardanti, acceleranti).

Tali acque non possono essere quindi scaricate nei recettori dedicati senza un pre-trattamento adeguato per la rimozione degli elementi contaminanti.

 

L’acqua reflua depurata può essere assimilata ad acqua per uso produttivo e quindi riutilizzata nel processo edilizio. Il vantaggio economico dell’acqua di riuso risiede nel fornire un approvvigionamento idrico alternativo che può essere impiegato per l’alimentazione delle vasche di accumulo lavaggio ruote, lavaggio di autobetoniere, alimentazione idrica di impianti antincendio e dei serbatoi di stoccaggio dai quali sarà prelevata l’acqua per le varie attività di cantiere, per gli usi per cui non è richiesta acqua di elevata qualità.

 

La depurazione delle acque di cantiere mostra flessibilità e affidabilità grazie anche alla presenza sul mercato di impianti mobili di filtrazione con sistema di controllo costituiti da: vasca di equalizzazione con pompa di rilancio, filtro a sabbia multistrato con controlavaggio automatico, filtro a carbone attivo e una vasca di raccolta delle acque depurate. Gli impianti standard hanno una capacità di 12 mc/h e possono essere alloggiati in un telaio da container da 20 piedi. I fanghi di risulta devono comunque essere inviati in discariche autorizzate.

 

Articolo di Andrea Cantini

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