Soppressione Agenzia del Territorio, la Commissione finanze dice no

Contrordine a sorpresa. La Commissione finanze della Camera dei deputati ha espresso con voto unanime la propria contrarietà all’ipotesi di soppressione dell’Agenzia del Territorio e relativo accorpamento sotto quella delle Entrate prevista per il 1° dicembre 2012 e rientrante nell’ambito della riforma delle agenzie fiscali voluta dall’Esecutivo di Mario Monti.

 

Nelle intenzioni del Governo, infatti, l’accorpamento dell’Agenzia del Territorio a quella delle Entrate e dei Monopoli alle Dogane, deciso nell’ambito della Spending Review, avrebbe consentito risparmi e maggiore efficienza. Con il voto della scorsa settimana, invece, la Camera passa un colpo di spugna ai progetti di soppressione e accorpamento (leggi anche Agenzia del Territorio, dal 1° dicembre 2012 passa sotto le Entrate).

 

Voci di corridoio dicono che il voto unanime da parte della Commissione sarebbe il risultato di un inciucio tra Pdl e Pd per salvare le poltrone della direttrice dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno (sorella del sindaco di Roma, Gianni Alemanno) e dei vari dirigenti d’area che gravitano in orbita Pd e Pdl.

 

Tali accuse sono però state sdegnosamente respinte dai componenti della Commissione finanze della Camera. Marco Causi, interpellato dal quotidiano La Stampa, dice che “accorpare alle Entrate l’Agenzia del Territorio avrebbe voluto impedire per sempre la riforma del catasto e degli estimi”.

 

Nel frattempo il Governo medita di ripristinare la norma dell’accorpamento con un voto di fiducia. Staremo a vedere chi la spunterà alla fine dei giochi.

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