Sospeso l’iter del disegno di legge n. 1865 dopo i contrasti tra gli ordini professionali

I geometri, i geometri laureati, i periti industriali specializzati in edilizia e i periti industriali laureati potranno occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico, ristrutturazioni e risanamento conservativo, senza alcuna limitazione e per ogni tipo di intervento, purché i lavori non comportino interventi statico-strutturali su strutture in cemento armato, oppure se i calcoli strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da un altro tecnico abilitato.

Le competenze di geometri e periti verranno estese anche all’urbanistica: potranno infatti redigere piani di lottizzazione e piani di recupero, entro limiti di superficie, cubatura e numero di piani. È quanto propone il Disegno di Legge n. 1865, attualmente in attesa di esame da parte della Commissione Lavori pubblici del Senato (leggi articolo).

Ma i Consigli Nazionali degli Architetti P.P.C. e degli Ingegneri si oppongono a quello che definiscono un “provvedimento che, in modo del tutto arbitrario e senza fondamento giustificativo, stravolge le vigenti competenze professionali”.

In un comunicato congiunto del 24 febbraio scorso, CNAPPC e CNI hanno auspicato che la trattazione di tali disposizioni sia concertata con la costituzione di un tavolo tra le quattro categorie tecniche. A marzo però l’atmosfera si è fatta più incandescente, con l’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano che in un duro comunicato ha affermato: “Ci chiediamo però se questo sistema di buttare un Disegno di Legge come un luccio nel lago delle trote per poi ripescarlo e trattare con le trote perché propongano modifiche, sia corretto, o se non sarebbe meno dispendioso (non solo in termini di denaro ma anche di risorse umane) adottare già in partenza il procedimento contrario: trattare con le trote, proporre il DDL e lasciar perdere i lucci che sono notoriamente dei pesci molto cattivi. Ricordiamo qualche “idea” contenuta nella “futura legge” che, nascondendosi dietro l’esigenza (effettivamente molto sentita) di riordinare la gelatinosa materia delle competenze, di fatto amplia solo quelle dei geometri e dei periti, fino a consentire la progettazione di opere che, anche alla luce delle più recenti pronunce della giurisprudenza, dovrebbero essere escluse“.
A ruota il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha assunto toni ancora più intransigenti con un comunicato stampa dal titolo Ingegneri mai subordinati ai geometri, circa la questione del riparto delle competenze alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n.19292 del 2009.

La risposta di Savoldi
Dal canto suo, il Consiglio Nazionale dei Geometri, dopo aver denunciato nel novembre scorso gli Ordini di ingegneri e architetti all’Antitrust per comportamenti di turbativa alla concorrenza “finalizzati a difendere interessi sfacciatamente corporativi”, invita i propri colleghi a sostenere il Disegno di Legge n. 1865. Fausto Savoldi, presidente CNGeGL sostiene su ItaliaOggi che “i laureati, che in gran parte risentono maggiormente della congiuntura negativa, tentano di attaccare i diplomati, appartenenti agli albi di geometri e periti industriali edili, meno esposti poiché assai più radicati sul mercato per l’ampio ventaglio di competenze tradizionali legate alla proprietà e al territorio, alla sua trasformazione e alla sua tutela. […] Chi definisce incomprensibile la proposta di legge presentata al senato da Simona Vicari mostra di non conoscere il mercato e gli interessi della popolazione la quale sceglie quel tecnico che, con o senza laurea, risolve i problemi legati alla proprietà e alle esigenze economiche delle famiglie e delle imprese”.

Un muro contro muro, dunque, di fronte al quale la senatrice Arch. Simona Vicari (PdL), prima firmataria, ha garantito una temporanea sospensione di due mesi prima di iniziare la fase istruttoria dell’iter procedurale, in attesa di ricevere un documento condiviso con le osservazioni dei vari Ordini professionali coinvolti. Ad oggi sul tavolo rimane una sola domanda: saranno sufficienti solo 60 giorni per affrontare in maniera organica il tema, vecchio di 80 anni, e trovare soluzioni chiare e condivise?

Articolo di Andrea Cantini

Leggi anche:
Competenze professionali dei geometri: un’analisi della bozza Vicari

Per approfondimenti:
www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00447706.pdf
http://www.cng.it/
http://www.federgeometri.eu/
http://www.awn.it/ 
http://www.tuttoingegnere.it/ 
http://www.cnpi.it/

 

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