Stop agli sgravi del 55%: l’Anit protesta

L’Associazione nazionale isolamento termico e acustico (Anit) assume una posizione di forte protesta rispetto alla recente manovra anticrisi (d.l. 28 novembre 2008, n. 185).

In una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio – in accordo con Aipe, Fivra, Sacert e Legambiente – l’associazione si schiera contro il decreto che, a sua detta, “affonda completamente la possibilità di detrazione sugli interventi di riqualificazione energetica”.

Aggiungono poi gli esponenti dell’Anit: “Riteniamo altresì completamente inutile la definizione delle linee guida per la certificazione energetica degli edifici, laddove nelle sedute parlamentari e negli alti organi del governo questo elemento, nato per incentivare il rispetto dell’ambiente nonché il risparmio energetico, sia reso un contenitore vuoto e un documento scomodo che la burocrazia impone”.
La lettera, firmata dalla vice-presidente Laura Brini e dal segretario Valentina Erba, individua tre punti problematici nella legislazione vigente e propone alcune soluzioni.

Incentivi del 55%
La prima critica riguarda la decisione di stanziare un minor budget per gli incentivi fiscali del 55%. Il provvedimento, secondo l’Anit, rischierebbe di aggravare il rischio di recessione presente nel settore edilizio, colpendo “uno dei pochi settori in controtendenza (quello del risparmio energetico)”. I tagli, inoltre, non aiuterebbe “il Paese a risolvere i problemi con la Comunità europea per il rispetto del Protocollo di Kyoto e le nuove richieste in campo energetico-ambientale”.
Oltre a questi rischi di ampia prospettiva, ci sarebbero poi ricadute concrete e immediate per parecchi cittadini. Secondo l’Anit il provvedimento “renderà inutili gli sforzi di coloro che per tutto il 2008 hanno sostenuto spese e investito nel settore”.  Il provvedimento – si afferma nella lettera – non solo non rinnova gli incentivi “per il prossimo triennio 2010-2013, ma li limita in maniera drastica su tutti i lavori svolti anche nell’anno in corso”.
Da questa presa di posizione nasce una richiesta chiara: “Chiediamo quindi al governo di cancellare, entro i limiti dei 60 gg. previsti, l’art. 29 o almeno di annullare la retroattività del provvedimento ai lavori svolti a tutto il 2008”.

La certificazione energetica degli edifici
L’Anit e le altre quattro associazioni difendono la direttiva europea che obbliga alla certificazione energetica degli edifici. Nella lettera si richiede che “quest’utile strumento, nato per incentivare il rispetto dell’ambiente nonché il risparmio energetico, sia reso immediatamente operativo e non sminuito a scomodo e inutile documento burocratico”.

Le legislazioni regionali
Il messaggio inviato alla Presidenza del Consiglio si chiude con un’osservazione sull’assenza di una legislazione nazionale di riferimento in tema di efficienza energetica degli edifici. Viene anche messo in discussione l’eccessivo potere legislativo lasciato alle regioni su questa materia. “Ne esce un quadro normativo fortemente diversificato e incoerente” – si afferma – che ostacola la possibilità di lavorare in più regioni contemporaneamente.
L’Anit chiede quindi al governo di emanare “punti fermi e linee obbligatorie comuni a tutte le regioni e province autonome”.

Il testo del decreto 185/2008
Un commento da Ingegneri.cc

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico