SubSolar: il fotovoltaico sotterraneo

È ormai ben noto il grande sviluppo che l’energia solare fotovoltaica sta avendo in molti paesi, in particolare in Giappone e in Germania. Si tratta non solo di un incremento di tipo quantitativo, ma anche qualitativo, grazie soprattutto a realizzazioni molto avanzate sia a livello tecnologico sia architettonico. Sicuramente l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni e dei terreni agricoli rappresenta un’opportunità economica molto interessante e un’opportunità di salvaguardia ambientale importante, ma bisogna  ovviamente conciliare questi benefici col degrado del paesaggio.

Il fotovoltaico è complessivamente ben accettato dall’opinione pubblica e un pannello solare su un tetto è generalmente visto in maniera positiva. Tuttavia non si nasconde quanto gli ingombri di questa tecnologia siano consistenti. Per generare quantitativi sufficienti di energia occorre molto spazio, ed è consolidata l’equazione secondo la quale più grandi sono le superfici occupate più elevata è la potenza dell’impianto. In un’ipotesi di un futuro sviluppo massivo del fotovoltaico, le strutture si moltiplicherebbero a dismisura nelle città e la problematica legata all’impatto visivo non potrebbe più essere ignorata. Una possibile soluzione è attualmente in fase di sperimentazione presso la società americana EarthSure, specializzata nel settore delle energie rinnovabili: la nuova tecnologia è denominata Subsolar, genericamente definita tecnologia del ‘fotovoltaico sotterraneo’. In sostanza si tratta di un sistema fotovoltaico a concentrazione tramite fibre ottiche: al sole diretto viene esposto soltanto uno speciale collettore solare deputato a convogliare la luce, tramite un fascio di fibre ottiche, fino nel sottosuolo dove si trovano i pannelli fotovoltaici.

L’idea è semplice ma geniale  e, una volta realizzata e commercializzata, permetterebbe di risolvere diversi problemi legati ai pannelli fotovoltaici installati comunemente sul tetto: l’impatto visivo e l’ingombro, la diminuzione del rendimento all’aumentare della temperatura, il rischio di danneggiamento dovuto a intemperie o vandalismo, il rischio di furto. Per massimizzare il rendimento, il collettore è del tipo a inseguimento e anziché essere distesi affiancati, i pannelli sono montati dentro un grosso contenitore cilindrico riflettente, a circa 2 metri di profondità, a vantaggio dell’ingombro e della semplicità di posa in opera. Inoltre il sistema è in grado anche di recuperare l’energia luminosa artificiale prodotta dall’uomo, e può essere attivo quindi anche durante la notte grazie alla luce dei lampioni, per esempio.

Per ora questo dispositivo è soltanto un progetto dati i costi troppo elevati dovuti principalmente alla tecnologia dei componenti, prima tra tutti la fibra ottica, e per la posa della cabina sotterranea, anche se per i nuovi interventi può essere progetta come un locale caldaia in fase di fondamenta. Il progetto Subsolar sembra essere un semplice espediente, ma non è proprio così: in questo modo si potrebbero moltiplicare le superfici occupate dalle celle solari ed anche le grandi centrali fotovoltaiche potrebbero subire una vera e propria rivoluzione.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti
http://www.earth-sure.com/
http://www.energiasolarenews.it/
http://www.rinnovabili.it/

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico