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Trattamento antigelo per asfalti, i vantaggi ambientali
Su queste pagine ci siamo già occupati del “Programma per la Materia”, un trattamento particolare in grado di fornire al normale asfalto stradale spiccate proprietà antineve e antighiaccio grazie all'abbassamento del punto di gelo dell'acqua presente sul manto stradale (leggi articolo).Oggi approfondiamo un aspetto particolare di questo tipo di trattamento: quello dei vantaggi ambientali connessi all’utilizzo di bitumi a cui è stato aggiunto il programma. La particolare composizione del Programma per la Materia permette di limitare le emissioni di sostanze organiche volatili durante la fase di stesura con un incremento della -
Arriva l'asfalto antineve e antighiaccio
Un nuovo trattamento denominato "Programma per la Materia" conferisce proprietà antineve e antighiaccio al normale asfalto usato nella pavimentazione di strade e autostrade. Il trattamento abbassa il punto di gelo dell’acqua presente sul manto ed è applicabile a tutti i tipi di bitume ora in commercio, siano essi colorati, o modificati, con polimeri o altro. L’asfalto così ottenuto, grazie a uno speciale trattamento fisico del bitume (che è stato battezzato dai realizzatori Programma per la Materia) può persino annullare la formazione di ghiaccio e il deposito di neve sulle pavimentazioni, con evidenti vantaggi per la sicurezza. Se infatti la neve sulle strade montane comporta un serio pericolo, per il trasporto di cose e per
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Amianto: bonifiche ancora in alto mare?
Settantacinquemila ettari di territorio contaminato da fibre di amianto e ancora in attesa di bonifica; oltre novemila casi di mesotelioma pleurico, il tumore dell’apparato respiratorio connesso all’inalazione della fibra di amianto riscontrati in Italia dal 1993 al 2004, con un’esposizione che nel 70% dei casi è stata di tipo professionale. Sono questi alcuni dei dati pubblicati da Legambiente in “Liberi dall’amianto”, rapporto sul risanamento dei siti inquinati in Italia. L’amianto in Italia è presente in molte zone e in varie forme: da quello naturale che emerge in superficie e giace all’aria aperta nelle miniere abbandonate da almeno vent’anni, a quello grezzo contenuto in sacchi malamente stoccati -
Dissesto idrogeologico, allarme-Calabria Prestigiacomo: un piano nazionale da 4 miliardi
Nei giorni scorsi la Commissione ambiente della Camera ha ascoltato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Diverse le questioni trattate, prima fra tutte lo schema di decreto legge per l’istituzione di un apposito Piano nazionale per il rischio idrogeologico. Per il provvedimento, bloccato da settimane in Consiglio dei ministri, si attende una risposta sulla copertura finanziaria da parte del ministro dell’economia. Il d.l. prevede lo stanziamento di circa 4 miliardi di euro in dieci anni, che andrebbero a coprire i primi 150-200 interventi urgenti in tema di dissesto idrogeologico. Sempre in riferimento al piano straordinario il ministro ha proposto la costituzione di una commissione tecnica che dovrà redigere un nuovo -
Edilizia sostenibile, l'Italia s'è desta. E Lecco si scopre capitale dei tetti verdi
Presentato al Saie di Bologna il secondo rapporto di Legambiente e Cresme sull’impegno degli enti locali nell'edilizia sostenibile: sono ben 577 i comuni italiani che hanno già adottato linee guida e regolamenti per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione attraverso i regolamenti edilizi comunali. OBIETTIVI INTERNAZIONALI: DA KYOTO A COPENHAGEN Con il prossimo appuntamento di Copenaghen, tutti i Paesi industrializzati saranno chiamati a ridurre sensibilmente le proprie emissioni di CO2 entro il 2020. All’Italia è chiesto di confermare gli obiettivi di Kyoto per la CO2 (-6,5% rispetto al 1990) e di aumentare l’impiego di fonti rinnovabili, -
Autorizzazione paesaggistica, nuovo rinvio?
In seguito a una proposta della Lega Nord, diventa sempre più probabile un'ulteriore proroga all’entrata in vigore delle nuove procedure di autorizzazione paesaggistica, prevista per il primo gennaio 2010. Nell’ultimo anno sono già tre gli slittamenti che ha subito il nuovo sistema di autorizzazioni, messo a punto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004): al 1° gennaio 2009, al 30 giugno 2009 e al 1° gennaio 2010. Ora anche quest’ultima data è stata messa in dubbio con un emendamento presentato in Commissione affari costituzionali del Senato. LE PROCEDURE CHE NON RIESCONO A DECOLLARELe procedure messe a punto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio prevedono più responsabilità per le
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