Tecnologie edilizie: i sistemi modulari

Avviamo un’inchiesta sulle tecnologie edilizie, uno spazio fisso dedicato ai professionisti della progettazione. Inauguriamo la rubrica parlando di sistemi modulari.

Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale e proseguendo a ritmi crescenti nei decenni successivi, venne a crearsi il forte bisogno di razionalizzare e sveltire il processo di edificazione residenziale. Questo, come è noto, ha prodotto ampi insediamenti periferici costruiti con la prefabbricazione a piè d’opera di grandi pannelli e elementi strutturali in cemento armato e altri sistemi simili.
Da allora, fino ai nostri giorni, il percorso evolutivo della tecnologia edilizia è passato attraverso la tematica dei programmi per l’industrializzazione e la teorizzazione del “sistema aperto”, inteso come la tendenza, iniziata negli anni Sessanta, a individuare uno sbocco possibile verso un’industrializzazione più propriamente intesa, diversificata, frammentata in diversi tipi e luoghi di produzione, nella quale il cantiere diventa soprattutto il luogo dell’assemblaggio di ciò che giunge dalla fabbrica.
L’esigenza di facilitare le operazioni di costruzione nasce dall’analisi della struttura produttiva che è fatta di piccolissime, piccole e medie imprese spesso formate da pochi addetti, scarsamente qualificati anche per le operazioni tradizionali. Quest’esigenza ha portato alla comparsa di nuova una tendenza sul mercato dell’edilizia: la produzione di semilavorati leggeri, dimensionalmente e funzionalmente flessibili, basati su principi tecnologici e produttivi semplici, dove la filosofia prestazionale dimostra di aver messo le sue radici. Le connotazioni di duttilità, flessibilità, adattabilità che sempre più frequentemente caratterizzano l’innovazione tecnologica nell’attività di costruzione, indicano una tendenza a una maggiore differenziazione dei materiali e dei manufatti in rapporto alle funzioni e una maggiore attenzione per la “facilitazione” costruttiva.

Le “regole del gioco”
All’interno del concetto di “sistema aperto” (o “industrializzazione aperta”) un ruolo fondamentale viene assunto da tutte quelle convenzioni adottate da progettisti e produttori per conseguire una intercambiabilità di componenti modulari di diversa provenienza produttiva, garantendo comunque la qualità prospettata in seguito all’assemblaggio finale, qualsiasi sia la combinazione di componenti, e che prendono il nome di “regole del gioco”. Si tratta essenzialmente di regole geometrico-dimensionali che, se rispettate da tutti coloro che hanno un ruolo attivo all’interno di un processo edilizio (in particolare produttori, progettisti e costruttori), sono in grado di garantire la corretta utilizzazione dei componenti.

Il mercato dei prodotti
Oggi il mercato dei prodotti impiegati in sistemi costruttivi modulari ha assunto delle dimensioni e una diversificazione considerevoli: l’offerta è ampia e interessa la quasi totalità delle opere che costituiscono l’organismo edilizio. Sistemi modulari in legno vengono da tempo utilizzati negli allestimenti interni, in strutture temporanee e in quelle espositive ma con l’avvento dei nuovi sistemi di lavorazione di questo nobile materiale (legno-cemento, legno lamellare, legno mineralizzato, ecc.) le sue applicazioni interessano direttamente la realizzazione di strutture portanti anche di notevoli dimensioni, come coperture, murature, solai a grande luce, tamponature.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Alcuni siti di produttori
www.cscpontex.com
www.lignotrend.it
www.holzer.it
www.xella-italia.it

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