Tempi duri per i delegati alla sicurezza

In un’azienda il delegato alla tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro è sempre responsabile degli incidenti che possono accadere ai dipendenti; la responsabilità non viene meno nel caso in cui il delegato aziendale non abbia a disposizione le risorse economiche e gli strumenti necessari per l’attuazione delle misure antinfortunistiche previste dalla legge. Così è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con la recente sentenza 44890/2009.


IL CASO SPECIFICO

Nel caso in esame, i giudici hanno confermato la condanna a carico di un dirigente comunale, delegato dal sindaco alla sicurezza. La Corte di appello di Palermo aveva già considerato colpevole l’imputato, punendolo con tre mesi di arresto, pena poi convertita nel pagamento di un’ammenda. Il dirigente delegato alla sicurezza aveva obiettato che l’incarico, conferitogli a tempo, in materia antinfortunistica e di sicurezza sul lavoro, non poteva essere considerato valido a tutti gli effetti perché non accompagnato dall’effettiva assegnazione dei fondi necessari per lo svolgimento di tutte le funzioni.
Stando ai giudici, il delegato alla sicurezza aziendale deve chiedere espressamente l’adeguamento agli standard previsti, rifiutando l’incarico in caso contrario.

IL DELEGATO DEVE FARSI SENTIRE
Secondo la Corte, se il delegato ritiene di non essere stato posto in condizione di svolgere i compiti previsti, deve infatti chiedere al delegante di metterlo in grado di assolvere alle sue funzioni. La Corte ha quindi convalidato la condanna dopo aver esaminato la dinamica dell’incidente e dopo aver dimostrato l’assenza di circostanze fortuite o inaspettate.

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