Terra cruda: un moderno materiale da costruzione

La terra è uno dei materiali da costruzione più antichi e, al tempo stesso, più attuali: si tratta, infatti, di una tecnica costruttiva altamente ecologica che permette soluzioni progettuali d’avanguardia, come conferma l’interesse suscitato da studi e realizzazioni effettuati all’estero, in particolare nei paesi del Nord e del Centro Europa.

Non tutti sanno che, oltre a esistere un corposo patrimonio di architettura di terra, frutto degli oltre 8.000 anni di ingegno umano in questo campo, esiste anche una notevole produzione contemporanea di architettura di terra. L’uso della terra cruda come materiale da costruzione, presente nella tradizione di moltissimi Paesi, viene riconsiderato con l’obbiettivo di mettere a punto accorgimenti atti a migliorare la qualità della muratura, soprattutto in interventi di autocostruzione.
Innanzi tutto è bene sapere che la realtà dell’architettura contemporanea in terra si presenta come le due facce di una stessa moneta.

Paesi “sviluppati”: nasce alla metà degli anni ’70, quando a causa della crisi energetica, si forma, soprattutto negli Stati Uniti, l’embrione dell’attuale coscienza ecologica e quindi la riscoperta delle potenzialità dei materiali naturali, tra cui la terra. Un’importante spinta fu data dalle ricerche, e applicazioni, sviluppate in Francia, presso la Facoltà di Architettura di Grenoble, nei primi anni ’80. Ma alla fine del XX secolo, il primato dello sviluppo e dell’uso di queste tecniche spetta senza dubbio all’Australia.

Paesi in via di sviluppo: sorretta da caratteristiche quali il basso costo, la reperibilità del materiale e dalla sua “naturale” predisposizione all’autocostruzione, è stata molto spesso alla base di progetti di larga scala che hanno consentito numerose opere a favore di popolazioni disagiate in molti paesi in via di sviluppo. Ma non bisogna dimenticare che spesso nei paesi in via di sviluppo sono maggiormente vive le tradizioni costruttive basate sull’uso della terra, che sono state ormai “dimenticate”, dalla maggior parte della popolazione, nei paesi più evoluti.

La terra cruda si colloca, con il legno e la pietra, tra i materiali da costruzione più antichi. Le differenti tecniche costruttive testimoniano di studi volti alla scelta del materiale, alla concezione dell’edificio, alle modalità di organizzazione del cantiere. Ovunque, nel mondo, esistono esempi di costruzioni in terra di grande interesse, dalle moschee del Mali agli edifici dello Yemen, dagli aggregati urbani del Marocco a prestigiosi edifici in Europa, fino alle abitazioni più semplici, in ambiente rurale, disseminate un po’ ovunque. In molte regioni del nostro Paese sono tuttora presenti, in ambito sia urbano, sia rurale, numerose costruzioni in terra cruda: sono le costruzioni in ladiri in Sardegna, in pis o in adobe in Piemonte, in massone nelle Marche e in Abruzzo e altre ancora. A partire dal secondo dopoguerra, il diffondersi di materiali introdotti sul mercato dalla moderna produzione edilizia ha portato a un abbandono della tecnica del crudo, considerata ormai obsoleta e, soprattutto, testimonianza di povertà: conseguenza inevitabile di questo atteggiamento è stata una graduale ma inesorabile perdita della conoscenza delle tecniche costruttive. Solo di recente si è venuto consolidando, in Italia, un certo interesse per questo frammento di storia costruttiva, mirato, in prima istanza, alla conoscenza, alla tutela e al potenziale recupero di questo patrimonio.
In questi ultimi anni, esperti del settore e amministrazioni pubbliche, si sono impegnati nel promuovere operazioni di censimento e di recupero del costruito, prestando attenzione anche agli aspetti innovativi.
Senza dubbio, il riproporre oggi l’utilizzo della terra cruda come materiale da costruzione richiede particolare attenzione: nel processo costruttivo attuale, caratterizzato dall’interazione di specialisti di diversi settori, lo sviluppo applicativo di questo materiale deve passare attraverso proposte scientificamente testate, in analogia con quanto si verifica per gli altri materiali utilizzati in edilizia.
Diventa quindi ineludibile l’esigenza di una normativa che, fatto tesoro di tutte le esperienze internazionali, definisca gli ambiti applicativi della terra cruda e individui procedure di prova atte a valutarne le caratteristiche fisiche e meccaniche. In questa ottica, il blocco pressato sembra essere l’elemento base che meglio si presta a una produzione meccanizzata, con l’impiego di attrezzature che spaziano in ambiti e realtà d’impiego molto diverse tra loro. In ogni caso, l’adozione della compattazione e della regolarità di forma rappresenta un importante contributo alla qualità del costruito. A differenza del pis, il blocco consente di realizzare strutture murarie di spessore contenuto.

ALCUNI VANTAGGI NELL’UTILIZZO DI TERRA CRUDA
• È un materiale da costruzione ecologico che migliora il microclima interno delle abitazioni creando un maggior benessere abitativo: crea una gradevole sensazione di calore grazie alla capacità di restituzione del calore e non crea la base per la muffa nociva.
• Un mattone in terra cruda consente un risparmio energetico del 90% rispetto a un mattone in terra cotta.
• I blocchi auto-incastranti si prestano all’autocostruzione e alla realizzazione di muri economici o decorativi, per le sue caratteristiche di plasticità e resistenza.
• Le murature in blocchi in terra cruda garantiscono il risparmio energetico grazie al loro comportamento massivo e quindi inerziale.
• Grazie alle nuove tecnologie si possono ottenere importanti riduzioni dei costi e tempi di realizzazione.
• È un materiale facilmente reperibile in loco, facendo risparmiare quindi sul trasporto.
• Una costruzione in terra cruda non solo può possedere delle caratteristiche antisismiche inaspettate, ma possiede un senso di organicità che non troviamo in altri generi di costruzioni.
• Neutralizza gli odori, conserva le sostanze vegetali (come il legno), è antiallergica e assorbe e neutralizza gli allergeni.
• L’argilla non è combustibile, protegge dall’elettrosmog, non presenta radon, è adatta come intonaco abbinata con il sistema di riscaldamento a parete.

POSSIBILI SVILUPPI FUTURI
Con le attuali esigenze di qualità, anche la terra cruda, come gli altri materiali da costruzione, dovrà fare riferimento a metodologie di prova condivise a livello internazionale. Occorre individuare parametri comuni alle diverse tecniche costruttive e specifici per ciascuna di esse, al fine di valutare correttamente le prestazioni offerte dalle tante possibili applicazioni della terra cruda. Lo stretto interagire tra applicazione, sperimentazione e verifica contribuirà allo sviluppo e all’innovazione. La realizzazione di elementi leggeri potrà favorire la prefabbricazione di componenti edilizi di alta qualità facilmente assemblabili, superando quindi le incertezze proprie del cantiere tradizionale. Molto resta ancora da fare nel settore della ricerca per ottimizzare l’intera filiera del crudo; non ultima, la valutazione delle possibilità di utilizzo di stabilizzanti naturali di origine vegetale.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti:
G. Scudo, S. Sabbadini, a cura di, Le regioni dell’architettura in terra: cultura e tecniche delle costruzioni in terra in Italia, Maggioli, 1997.
G. Bollini, a cura di, La ricerca universitaria sull’architettura di terra, Edicom, 2002.
G. Scudo, B. Narici, C. Talamo, Costruire con la terra, Sistemi Editoriali, 2001.
www.terracruda.com
www.casediterra.it

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