Terre e Rocce da Scavo, DM 161 non si applica al materiale riutilizzato in situ

Il regolamento che disciplina l’uso delle terre e rocce da scavo, contenuto nel decreto n. 161 del 12 agosto 2012, non si applica nei casi di materiale riutilizzato nello stesso sito in cui è prodotto. È quanto chiarito da un recente chiarimento del Ministero dell’ambiente in risposta a un quesito inoltrato dall’Ordine dei geologi della Regione Umbria.

 

Sull’applicabilità del regolamento sulle terre e rocce da scavo si materiali da utilizzare nel sito di produzione, il Ministero spiega che la risposta è intrinseca all’indicazione del campo di applicazione del testo unico ambientale, dal quale il regolamento sulle terre e rocce da scavo discende.

 

Infatti, continua la nota del Ministero, le esclusioni dal campo di applicazione riporta: il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato.

 

La nota chiarificatrice risponde anche a un secondo quesito riguardante le c.d. piccole quantità di terre e rocce da scavo.

 

Sostanzialmente la risposta dei tecnici ministeriali specifica che per le piccole quantità si dovrà attendere un successivo decreto che disciplinerà le norme per la semplificazione amministrativa delle procedure relative ai materiali, ivi incluse le terre e rocce da scavo, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, la cui produzione non superi i 6.000 metri cubi di materiale, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia.

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