Terre e Rocce da Scavo, l’avvio dei lavori può essere ridotto

L’articolo 5 del d.m. 161/2012 relativo al regolamento per le terre e rocce da scavo stabilisce che l’avvio dei lavori può avvenire trascorsi 90 giorni dalla presentazione del Piano di Utilizzo all’amministrazione competente.

 

Ebbene, tale termine può essere ridotto. Lo ha chiarito recentemente l’Unitel, l’Unione nazionale dei tecnici degli enti locali, in risposta a un quesito che chiedeva se il termine oltre il quale è possibile dare inizio ai lavori di scavo di 90 giorni (come previsto, appunto dal regolamento sulle terre e rocce da scavo) sia da intendersi vincolante, oppure se sia possibile accorciare tali tempi.

 

La risposta dell’Unitel è chiara. Trattandosi di termine a favore della pubblica amministrazione, nulla esclude che la p.a. possa valutare in concreto l’interesse pubblico in un termine inferiore. In questo caso, continua la nota dell’Unitel, “potrà essere espressamente (con atto formale) o implicitamente (mediante la tolleranza) consentire l’attività estrattiva prima del decorso del termine dei 90 giorni dalla presentazione del Piano di Utilizzo, come disposto dall’art. 5 del regolamento sulle terre e rocce da scavo”.

 

Non va dimenticato, inoltre, che il d.m. 161/2012 è un atto legislativo di secondo grado, e quindi non può essere in contrasto con norme di rango superiore, in questo caso l’art. 19 della legge 241/1990 che consente all’interessato di depositare la SCIA ed effettuare subito i lavori.

 

“In definitiva”, termina la nota dell’Unitel, “il termine di 90 giorni, o di qualsiasi lunghezza, è stabilito a favore della parte (in questo caso la p.a.), la quale può sempre rinunziare a detto beneficio, sussistendo i presupposti di legge. Pertanto, seppur formalmente esatta l’interpretazione rigida del termine di 90 giorni, non è escluso che nel caso concreto, se gli accertamenti della p.a. sono conclusi prima della scadenza, si possa assentire lo scavo“.

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