Terre e rocce da scavo, le novità dalle Regioni sulle piccole quantità

L’atteso regolamento sulle terre e rocce da scavo, emanato con il d.m. 10 agosto 2012 n. 161, rappresenta un chiaro punto di svolta non solo per tutti gli operatori del settore, ma anche per gli enti pubblici e di controllo ambientale, specie dopo che le procedure per l’utilizzo di tali materiali al di fuori del regime di applicazione della normativa sui rifiuti hanno subito per anni una continua e spesso confusa revisione, con tutte le conseguenze sui relativi procedimenti amministrativi.

 

E su questo tema la situazione si sta ulteriormente complicando, mentre assistiamo alla emanazione di linee di indirizzo e di istruzioni operative a livello regionale per la gestione dei c.d. piccoli cantieri (leggi anche su Ediltecnico.it Terre e Rocce da Scavo, ANIEM e ANCE perdono la pazienza: ma basterà?).

 

Infatti, nonostante le versioni preliminari del regolamento includessero norme specifiche per la gestione delle terre e rocce da scavo provenienti da cantieri di dimensioni ridotte, la versione pubblicata non riporta alcuna indicazione in tal senso.

 

Ad aggrovigliare ancora di più la questione, come se ce ne fosse bisogno, è poi arrivato anche il parere del 14 novembre 2012 con il quale la Segreteria Tecnica del Ministero dell’ambiente ha affermato che il decreto sulle terre e rocce da scavo non tratta dei materiali da scavo prodotti nell’ambito di cantieri di minori dimensioni, senza però indicare la disciplina applicabile in questi casi.

 

Ecco quindi le indicazioni del Friuli-Venezia Giulia, del Veneto e della Liguria.

 

Terre e rocce da scavo in Friuli Venezia Giulia
I materiali da scavo prodotti nel corso di attività e interventi provenienti da cantieri di piccole dimensioni, la cui produzione non superi i 6.000 metri cubi, autorizzati in base alle norme vigenti, sono sottoposti al regime di cui all’articolo 184 bis del decreto legislativo 152/2006 se il produttore dimostra:
a) che la destinazione all’utilizzo è certa, direttamente presso un determinato sito o un determinato ciclo produttivo;
b) che per i materiali che derivano dallo scavo non sono superate le Concentrazioni Soglia di Contaminazione di cui alle colonne A e B della tabella 1 dell’allegato 5 al titolo V, parte IV, del decreto legislativo 152/2006, con riferimento alla specifica destinazione d’uso urbanistica del sito di destinazione;
c) che l’utilizzo in un successivo ciclo di produzione non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo di altre di materie prime;
d) che ai fini di cui alle lettere b) e c) non è necessario sottoporre le terre e rocce da scavo ad alcun preventivo trattamento fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere di cui all’allegato 3 del decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 161/2012.

 

Il produttore può attestare il rispetto delle condizioni di cui al comma 1 tramite dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), all’Autorità che ha approvato o ha autorizzato l’intervento, precisando le quantità destinate all’utilizzo, i tempi previsti per l’utilizzo e il sito di deposito, che non può superare un anno, salvo motivate proroghe, dalla data di produzione, fermo restando che le attività di scavo e di utilizzo devono essere autorizzate in conformità alla vigente disciplina urbanistica e igienico sanitaria.

 

Il produttore deve in ogni caso confermare a detta Autorità che le terre e rocce da scavo sono state completamente utilizzate secondo le previsioni iniziali o successive variazioni che dovranno essere oggetto di preventiva comunicazione, idonea a integrare l’originaria dichiarazione.

 

L’utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti. A tal fine il trasporto di tali materiali è accompagnato dal documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta o dalla scheda di trasporto di cui agli articoli 6 e 7 bis del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286 (Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell’esercizio dell’attività di autotrasportatore).

 

Scarica il PDF della deliberazione della Regione Friuli-Venezia Giulia

 

Terre e rocce da scavo in Liguria
Per quanto attiene alle opere non soggette a VIA o AIA, che prevedano la produzione di materiali da scavo in volumetria inferiore o uguale a 1.000 mc in banco, ed il totale utilizzo degli stessi nel corso dell’esecuzione di opere per reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, ripascimenti, interventi a mare, miglioramenti fondiari o viari oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali oppure in processi produttivi in sostituzione dei materiali di cava, il Piano di Utilizzo di cui al comma 1 lettera h del d.m. 161/2012 può essere sostituito da una dichiarazione ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. n. 445/2000 sottoscritta dal Progettista e dal Proponente che attesti:
(i) che l’opera non è sottoposta a VIA o AIA e che il volume dei materiali di scavo prodotti nella realizzazione dell’opera non eccede i 1.000 mc in banco;
(ii) ) che le terre e rocce di scavo sono idonee all’utilizzo proposto;
(iii) che il materiale di scavo è idoneo ad essere utilizzato direttamente, ossia senza alcun altro trattamento diverso dalla normale pratica industriale secondo i criteri di cui all’allegato 3 del d.m 161/2012;
(iv) che il sito di produzione non è interessato da interventi di bonifica rientranti nel campo di applicazione del titolo V, Parte quarta, del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni;
(v) che in base alle indagini svolte, il materiale da scavo presenta concentrazioni di elementi e composti di cui alla tabella 4.1 dell’allegato 4 del d.m. 161/2006 che non superano le CSC di cui alle colonne A e B della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte quarta del d.lgs. 152/2006 e successive modificazioni, con riferimento alla specifica destinazione d’uso urbanistica del sito di produzione e del sito di destinazione;
(vi) che si farà ricorso a metodologie di scavo in grado di non determinare un rischio di contaminazione per l’ambiente.

 

Scarica il PDF della deliberazione della Regione Liguria

 

Terre e rocce da scavo in Veneto
Con la deliberazione n. 179 dello scorso 11 febbraio 2013 la giunta regionale del Veneto ha approvato le procedure operative per la gestione delle terre e rocce da scavo prodotte in cantieri di piccole dimensioni e per modeste quantità, secondo quanto indicato dall’art. 226, comma 7 del Testo Unico Ambiente (d.lgs. 152/2006) e secondo il quale si sarebbe dovuto emanare un regolamento ministeriale per la gestione di terre e rocce da scavo prodotte in quantità inferiore ai 6.000 metri cubi

 

Scarica il PDF della deliberazione della Regione Veneto

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