Tutto sul pavimento flottante: le caratteristiche salienti

I vani tecnici da dedicare alla cablatura delle reti di distribuzione e di trasmissione dati sono sempre più una necessità dello spazio lavorativo e spesso anche dell’abitare contemporaneo. Il pavimento è una superficie sotto la quale vengono celate molte funzioni: la finitura superiore è l’unica componente percepita, ma ciò che vi è inglobato nasconde spesso una complessità tecnica fatta di cavi, tubature o sistemi tecnici.

 

Lo strato cementizio tradizionale, che include impianti e reti, chiude le porte a prospettive di integrazione o rapida manutenzione. Se la flessibilità è invece una priorità progettuale, i pavimenti flottanti rappresentano una soluzione estremamente funzionale, oltre che esteticamente pregevole, dato che, essendo sopraelevati, lasciano una intercapedine libera sul solaio.

 

L’utilizzo dei pavimenti flottanti, anche detti galleggianti, permette una certa libertà previsionale in fase di progetto oltre che garantire una gestione operativa molto razionale. Grazie alla struttura che li separa del sottofondo è possibile infatti creare un’intercapedine accessibile e ricca di tecnologia: un vero e proprio sistema architettonico in grado di dialogare con il comparto tecnico e permettere rapidi ed efficaci interventi di manutenzione. Inoltre il rivestimento ceramico può essere facilmente sostituito o modificato, agevolando le dinamiche di rinnovamento dell’interior design con costi di intervento ridotti. Trovano quindi ormai ampio utilizzo in luoghi come centri direzionali, uffici, locali pubblici e commerciali, ma sono un’efficace soluzione anche nei lavori di recupero di vecchi edifici nei centri storici.

 

Il pavimento flottante è definito sopraelevato poiché è composto da pannelli modulari poggianti senza fissaggio su una struttura metallica di sostegno, costituita da colonne, traversi e guarnizioni, che permette di creare uno spazio di 7-8 cm, o più, al di sotto del piano di calpestio. Il sistema non necessita di alcuna opera di muratura ed è costituito da  3 elementi:

 

Pannelli modulari
I pannelli della pavimentazione (60×60, 120X60, 60X40 cm) sono realizzati secondo tre livelli: la finitura superficiale, l’anima interna e il rivestimento inferiore. Il piano di calpestio realizza la componente estetica di finitura, capace di offrire la stessa resa visiva di un pavimento tradizionale grazie ai più svariati materiali (laminato, PVC, gomma, linoleum, moquette, parquet, gres porcellanato, marmi e graniti naturali). L’anima del pannello è l’insieme dei materiali strutturali (conglomerato ligneo ad alta densità o solfato di calcio) disposto sotto lo strato di rivestimento superficiale, mentre la parte inferiore è la faccia nascosta del pannello, con la funzione di migliorare le caratteristiche meccaniche e la protezione dall’umidità (laminato plastico, alluminio, carta melaminica, lamiera o acciaio zincato).

 

Bordo perimetrale
Il bordo perimetrale è un profilo di guarnizione applicato con collante sullo spessore del pannello con funzioni di finitura, di tenuta all’acqua del sistema, rendendo impermeabile la parte sottostante, e di protezione del rivestimento del pannello.

 

Struttura portante
Gli elementi portanti del pavimento sopraelevato sono le colonnine metalliche: è possibile regolarle in altezza durante la posa del pavimento, permettendo di raggiungere l’altezza desiderata del piano finito. Il telaio di sopraelevazione è un sistema che può variare, con traverse e supporti di diverso tipo, generando una maglia in grado di supportare, con un adeguata progettazione, qualsiasi carico. Le traverse hanno il compito di migliorare la stabilità e la rigidità del sistema: hanno sia un ruolo di collegamento, permettendo alla struttura di rimanere ferma anche in caso di rimozione di più pannelli, che di parziale sostegno, in caso di accidentale cedimento di un pannello.

 

Il pavimento sopraelevato è estremamente versatile, flessibile, personalizzabile e può essere installato ovunque, tanto negli interni come in esterno, rispondendo alle più svariate esigenze progettuali, permettendo di stendere i cavi e le tubazioni direttamente sul solaio. In caso di guasti, o necessità di accesso agli elementi sottostanti il pavimento, è sufficiente utilizzare l’apposita ventosa, sollevare i pannelli ed intervenire su ogni singolo pannello senza interferire con i pannelli adiacenti.

 

I pavimenti sopraelevati sono di semplice realizzazione: i componenti del sistema vengono montati e smontati a secco, senza collanti. Un solaio liscio e in piano facilita il montaggio che però può avvenire anche su superfici non omogenee e non in piano, tramite l’uso di materiali autolivellanti. In fase progettuale occorre impostare una costante altezza di piano finito, cioè l’altezza tra il massetto e il piano di calpestio, che vincolerà ad esempio tutte le soglie delle porte.

 

Una soluzione di questo tipo si inserisce, inoltre, nell’ottica di provvedere al risparmio energetico ina qualunque condizione climatica: l’intercapedine che si viene a creare fra il suolo ed il rivestimento permette l’isolamento termico, evitando le escursioni termiche, oltre che un efficace isolamento acustico tra gli ambienti separati dal solaio, soprattutto per il rumore da calpestio.

 

Articolo di Andrea Cantini

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