Verde pensile nel futuro delle nostre città

Conosciute da secoli nella tradizione costruttiva europea, le coperture vegetali presentano vantaggi ambientali ed economici sempre più attuali. Presentiamo i benefici principali di queste soluzioni progettuali, analizzando le caratteristiche tecniche più interessanti dei tetti verdi, sia nelle forme di tipo estensivo che negli interventi di tipo intensivo.

La realizzazione di coperture vegetali è una tradizione storicamente consolidata in molti paesi scandinavi ed europei. Anche in Italia i tetti verdi vantano una tradizione dalle antiche origini, che risale addirittura alle prime popolazioni della penisola (etruschi e antichi romani). Non mancano poi predecessori illustri, opere architettoniche che oggi vengono universalmente riconosciute come vere e proprie opere d’arte: avevano giardini sul tetto anche splendide dimore edificate nel XV secolo, come Villa de’ Medici e Palazzo Piccolomini di Papa Pio II.
Sulla maggior parte del territorio nazionale questa pratica si è andata a mano a mano perdendo mentre in Germania, Svizzera e Austria e Nord Italia (nelle aree a confine con tali paesi) i tetti verdi sono tornati alla ribalta negli ultimi 30 anni. In Germania, durante gli ultimi 10 anni, il 10% dei tetti costruiti sono tetti verdi. Un sistema di punti concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi. In Giappone, la città di Tokyo esige che ogni costruzione che occupa più di 10.000 piedi quadrati (929 metri quadrati) di terreno sia coperta di piante sul 20% della sua superficie.
I Paesi nei quali vi è un sistematico ricorso a tetti verdi e a giardino sono quelli in cui è più radicato I’interesse per il tema del risparmio energetico e delle risorse limitate, quali il territorio edificabile, soprattutto in spazio urbano: in queste società evolute i tetti verdi iniziano ad essere considerati favorevolmente, a seguito di un intenso lavoro di persuasione e, soprattutto, verifica sul campo dei loro vantaggi nell’ecosistema urbano. E questo certo non sorprende se si analizzano i vantaggi che in ambito ecologico e della climatica locale possono portare i tetti verdi, soprattutto se paragonati ai nulli vantaggi che in questo ambito possono generare le soluzioni alternative, o per meglio dire più tradizionali: tetti con manto di copertura a tegole di varia natura, forma o materiali.
Il cosiddetto “verde pensile” – comprendendo quindi i tetti, i cortili e le pareti di palazzi privati, garage, parcheggi, hotel, aziende e officine, capannoni, centri fieristici, cliniche, impianti sportivi, ecc. – non ha solo un ruolo estetico e di miglioramento dell’inserimento paesaggistico dell’edificio ma è un valido strumento per raggiungere obiettivi di compensazione, mitigazione e miglioramento ambientale, anche su scala territoriale, con ricadute economiche quantificabili.

VANTAGGI AMBIENTALI
– Miglioramento del microclima: il verde pensile contribuisce sensibilmente a ridurre le emissioni di CO2 (la vegetazione assorbe alcuni dei maggiori inquinanti emessi in atmosfera, quali ossidi di carbonio, azoto, zolfo, anidride solforosa).
– Influsso positivo sul clima degli ambienti interni.
– Nuovi spazi fruibili per gli uomini e nuovi habitat per piante e animali.
– Ritenzione idrica (anche del 70-90%) e conseguente alleggerimento del carico sulla rete di canalizzazione dell’acque bianche rendendo percorribile la strada del riutilizzo delle acque piovane per usi irrigui, previo recupero e filtrazione.
–  Protezione dal rumore attraverso minore riflessione ed insonorizzazione delle superfici sommitali.
–  Filtraggio delle polveri (10-20% in meno) e fissaggio di sostanze nutritive dall’aria e dalle piogge.
–  Compensazione delle superfici ecologiche che vengono inevitabilmente sottratte in caso di nuova edificazione.

VANTAGGI ECONOMICI
– Durata maggiore dell’impermeabilizzazione e delle coperture attraverso la protezione dagli agenti atmosferici.
– Migliore isolamento termico delle coperture e quindi risparmio energetico, funzionamento più economico degli impianti di climatizzazione, migliore utilizzazione degli immobili.
– Miglioramento della qualità di abitazione e di vita.
– Possibilità di usufruire di possibili incentivi economici previsti dalle amministrazioni locali per il verde pensile.
– Aumento di valore degli immobili.

Il verde pensile si distingue in due principali tipologie di inverdimento: quello estensivo e quello intensivo, che si distinguono per costi di costruzione, oneri di manutenzione e prestazioni globali. Inoltre ognuna di queste tipologie comprende una grande varietà di tecniche di esecuzione, che vengono messe in atto dalle diverse imprese specializzate nella loro realizzazione e che comprendono alcune varianti nella composizione del pacchetto.

I tetti verdi di tipo estensivo sono piuttosto leggeri, poiché non vengono posati come superfici calpestabili, ma sono finalizzati a uno scopo economico, o meglio, ‘ecologico’. II loro peso si aggira intorno ai 45-55 kg per mq. L’altezza dei vegetali non supera i 25 cm e l’associazione di più varietà conferisce a questi tetti un aspetto multicolore che varia a seconda delle stagioni.
I tetti verdi di tipo estensivo si innaffiano solo nel periodo delta crescita (5-6 settimane) e in caso di siccità estrema. Nelle regioni più secche si consiglia normalmente un impianto di irrigazione automatico. Questo tipo di tetti verdi necessitano di una maggior cura nei primi mesi dopo di ché la cura si può limitare alla concimazione e pulitura delle essenze infestanti una volta all’anno.

I tetti verdi di tipo intensivo (giardino pensile), a differenza dei precedenti permettono di accogliere una vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo come graminacee, tappeti erbosi, piante vivaci o arbusti. II loro peso e maggiore e può variare dai 140 ai 1.500 kg al mq, a seconda delle piante scelte.
Nel caso dei tetti verdi di tipo intensivo e presente una miscela di substrati che hanno un peso chiaramente inferiore a quello delle normali terre da giardino in commercio (ca. 850-900 kg).
I tetti verdi di tipo intensivo devono sempre essere irrigati automaticamente in modo che l’apporto dell’acqua sia sempre ottimale, e la loro manutenzione è più dispendiosa rispetto a quella necessaria per quelli di tipo estensivo poiché devono essere considerati come normali giardini.
La scelta delle specie vegetali da utilizzare deve tenere in considerazione ogni aspetto climatico che possa compromettere non solo la crescita ridotta o sbagliata della vegetazione, ma sopratutto il funzionamento sia della copertura che della parete: temperatura media giornaliera dell’aria, escursione termica giornaliera, umidità, precipitazioni, vento, sono solo alcuni dei parametri da considerare.

STRATIGRAFIA
Questi interventi costituiscono parte integrante della copertura, pertanto la verifica dei carichi e le impermeabilizzazione delle solette, oltre all’uso di substrati idonei alla crescita delle piante e il grado conseguente di manutenzione, si rivelano condizioni essenziali. Dal 2007 le regole di progettazione di queste coperture sono state raccolte e specificate in un’unica norma nazionale: la UNI 11235.
In tutti i casi è necessario realizzare con attenzione gli strati drenanti, quelli filtranti, i sistemi antiradici e di impermeabilizzazione delle solette, oltre a preparare l’idoneo strato di terreno vegetale.

Esempio di stratigrafia per verde pensile intensivo leggero su copertura piana:
1. Inverdimento intensivo leggero (tappeto erboso e tappezzanti arbustive)
2. Miscela di substrato per inverdimenti intensivi leggeri (15 cm per tappeto erboso e 20/25 cm per tappezzanti arbustive a basso sviluppo)
3. Telo filtrante (ca. 1 mm)
4. Strato di accumulo, drenaggio aerazione (ca. 4 cm)
5. Feltro di protezione e accumulo 
6. Membrana impermeabilizzante sintetica antiradice
7. Strato di separazione: geotessile
8. Isolamento termico
9. Barriera a vapore: foglio in PE (0.30 mm)
10. Substrato: piano di copertura in c.a. (pendenza min. > 1%)
Oltre ai noti usi come giardini pubblici o privati, la realizzazione di un tetto verde specificatamente attrezzato può offrire nuove e più creative opportunità di utilizzo, nuovi spazi fruibili in pieno centro urbano come palestre all’aperto, percorsi natura, orti botanici, aree convegni e ricevimenti, ambenti lavorativi, giardini condominiali ed orti pensili.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti:
Paolo Abram , Giardini pensili. Coperture a verde e gestione delle acque meteoriche, Napoli, Sistemi Editoriali SE, 2004.

www.aivep.org
www.risparmio-energetico.it
www.greenroofs.org

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