Vetrate tagliafuoco antincendio: cosa sono e quali sono

L’architettura contemporanea è caratterizzata da superfici vetrate sempre più ampie. Questa tendenza deve tuttavia conformarsi alle esigenze della protezione antincendio imposte a tutti gli edifici e in alcuni casi il progettista ha la necessità di integrare visivamente il contrasto formale della tecnologia tagliafuoco con il design architettonico dell’edificio.

 

Le vetrate tagliafuoco consentono di coniugare efficacemente esigenze estetiche e trasparenza con il fattore sicurezza, rappresentando una soluzione alternativa e molto performante grazie alle elevate qualità di protezione.

 

Il vetro normalmente non possiede la capacità di impedire il propagarsi delle fiamme, ma i vetri antincendio resistenti al fuoco in caso di incendio oltre a mantenere le caratteristiche di resistenza meccanica e di tenuta alle fiamme ed ai gas caldi, garantiscono l’isolamento termico del lato esposto al fuoco rispetto a quello non esposto.

 

Il vetro comune è un minerale incombustibile con una resistenza al fuoco assai modesta e presenta diversi inconvenienti quando esposto ad un incendio. La trasparenza consente il passaggio del calore per irraggiamento diretto e può causare notevoli aumenti di temperatura negli ambienti vicini e una più rapida propagazione delle fiamme nel caso in cui siano presenti altri materiali combustibili che potrebbero essere portati a raggiungere la temperatura di combustione. Inoltre, le fiamme, una volta raggiunta la temperatura di rammollimento, causano la rottura delle lastre di vetro, che renderà più difficile lo spegnimento dell’incendio. Il vetro tagliafuoco, grazie alla sua struttura intrinseca, permette di schermare e quindi di bloccare l’avanzamento di un incendio, placando la forza delle fiamme e del calore che altrimenti si propagherebbero anche negli ambienti circostanti.

 

Le vetrate tagliafuoco rappresentano una soluzione alternativa rispetto ai prodotti più usuali, utilizzando vetri speciali ottenuti combinando differenti apporti tecnologici:

 

Vetri temperati
Il vetro temprato non risolve i problemi di passaggio di calore per irraggiamento ma fino alla sua temperatura di rammollimento può resistere senza rompersi. Questo significa che il vetro può rimanere integro fino al suo stesso rammollimento con notevoli differenze di temperatura fra le due facce della lastra. Esistono vetri temperati detti parafiamma in grado di garantire resistenza, esposti alle fiamme, fino a oltre 60 minuti.

 

 

Vetri armati o retinati
Hanno buone doti di resistenza meccanica al fuoco, e in caso di incendio non emettono gas infiammabili; in presenza di fiamme, infatti, la rete all’interno del vetro armato distribuisce uniformemente il calore su tutta la superficie del vetro, assicurando la coesione della lastra ed evitando la sua esplosione, anche qualora il vetro dovesse fondersi una volta raggiunta la temperatura di rammollimento (600/700 °C); per garantire la completa tenuta antincendio, è tuttavia importante che il vetro retinato sia montato in un apposito infisso in grado di bloccarne i bordi.

 

 

Vetri stratificati
Sono ottenuti accoppando più lastre con interposizione di materiali isolanti; la resistenza al fuoco dei vetri stratificati è in relazione allo spessore, al numero di lastre che li compongono ed al tipo di materiale interposto fra le lastre di vetro. Esistono vetri stratificati con prestazioni superiori ottenuti con uno strato di materiale siliceo intumescente trasparente. Questo materiale quando investito dal forte calore di un incendio si rigonfia ed opacizza il vetro: in questo modo si ostacola notevolmente la trasmissione del calore mantenendo l’innalzamento della temperatura sul lato opposto al fuoco entro i limiti della normativa. Si ottengono lastre con resistenza dell’ordine dei 30 minuti e, se opportunamente accoppiate, dei 90 minuti;

 

 

Vetri termoisolanti
Detti comunemente vetri a camera o vetrocamera, hanno la caratteristica di limitare la trasmissione del calore per irraggiamento in maniera sufficiente a preservare il comfort all’interno degli ambienti; esistono vetrate isolanti la cui intercapedine anziché contenere aria disidratata è riempita di un gel trasparente che, opacizzandosi quando investito dalle fiamme, riduce drasticamente la trasmissione di calore per irraggiamento.

 

La durata della resistenza viene indicata in minuti dal numero posposto alla sigla (15, 30, 60, 90, 120 o 180), secondo la classificazione stabilita dal decreto del Ministero dell’interno n. 339 del 30 novembre 1983 e aggiornata in base al decreto ministeriale del 16 febbraio 2007, che integra quanto stabilito dalle nuove normative europee.

 

I codici di omologazione delle porte classificate per resistenza al fuoco, aggiornati secondo il decreto ministeriale del 16 febbraio 2007 sono:

E: con la sigla E si classifica un serramento vetrato che deve mantenere, per un determinato periodo di tempo, la sua integrità;

EW: con la sigla EW si classifica un serramento vetrato che deve mantenere, per un determinato periodo di tempo, la sua integrità e garantire il controllo dell’irraggiamento;

EI: con Con la sigla EI si classifica un serramento vetrato che deve mantenere, per un determinato periodo di tempo, la sua stabilità, la tenuta e l’isolamento termico.

 

Il mercato offre una completa gamma di accessori di elevata qualità, come dispositivi di apertura e chiusura controllata, accessori di rifinitura, maniglie, maniglioni, braccetti e cerniere. Tutte queste caratteristiche permettono la massima personalizzazione, per adattare questa tipologia di vetrate a qualsiasi ambiente e venire incontro a tutte le esigenze, sempre nelle massima sicurezza.

 

Articolo di  Andrea Cantini

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