Vulnerabilità sismica: in arrivo il ranking per gli edifici ERP

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Qual è la situazione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica dal punto di vista della sicurezza sismica? Se lo sono chiesti Federcasa e ISI, l’associazione di Ingegneria Sismica Italiana, che hanno presentato ieri lo studio sulla valutazione delle prestazioni sismiche di un campione di edifici ERP gestiti dagli enti associati a Federcasa.

Il convegno ha affrontato il tema della classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici ai fini della valutazione del rischio sismico, tema molto caro ad ISI che negli ultimi due anni ha ricoperto il ruolo di Segreteria tecnica all’interno del gruppo di studio istituito con il DM del 17 ottobre 2013.

L’obiettivo è di individuare una metodologia che consenta di quantificare con rapidità la vulnerabilità sismica dei fabbricati attraverso classi di appartenenza fornendo una provvisionale valutazione del rischio. La classe di rischio sismico è un indicatore tecnico-economico che può orientare correttamente gli investimenti immobiliari verso la qualità della progettazione e la qualità del costruire.

L’indicatore consentirebbe di prendere decisioni consapevoli relative ad interventi di miglioramento sulla base di criteri semplici ed oggettivi. Risulta quindi un meccanismo premiale che garantisce vasta applicazione, impulso agli investimenti, impulso all’economia del paese e riduzione dei “costi” del terremoto. Tale classificazione potrebbe seguire la metodologia utilizzata nel tema dell’efficienza energetica. È quindi necessario definire un documento/attestato che conduca alla definizione di una classe di appartenenza. La classificazione potrà inoltre essere necessaria per l’accesso ai contributi fiscali attivando un criterio di applicazione in maniera premiale dei contributi sulla base di effettivi e quantificati benefici derivanti dal miglioramento sismico.

Al centro dell’appuntamento la presentazione dello studio sullo stato conservativo di un campione di edifici gestiti dagli associati a Federcasa.

Il campione utilizzato per l’analisi preliminare è costituito da 8 edifici distribuiti su tutto il territorio nazionale e rappresentativi delle tecnologie costruttive maggiormente ricorrenti – afferma il presidente di ISI, Ing. Luca Ferrari –, si tratta di fabbricati ubicati nelle province di Treviso, Bologna, Firenze, Terni, L’Aquila, Napoli, Potenza e Siracusa. Nel corso delle visite ispettive a cui sono stati sottoposti gli edifici sono stati evidenziati:

– le caratteristiche del manufatto (descrizione generale, caratteristiche strutturali, stato di conservazione);

– l’input sismico atteso (spettro di risposta elastico allo stato limite di vita SLV – Tempo di ritorno TR =475 anni);

considerazioni sulla vulnerabilità e sul rischio dell’edificio, e sono state fatte delle ipotesi di intervento da porre in atto per migliorare il comportamento sismico degli edifici.

È stata quindi individuata una metodologia che consente di definire un ranking degli edifici in base alla priorità per verifiche di dettaglio ed intervento”.

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