Welfare geometri, più tutele per giovani e mamme lavoratrici

Tutele e garanzie, investire sui giovani e la solidarietà tra le generazioni: questi sono i grandi temi che hanno spinto un gruppo di donne geometra, nel novembre 2010, a costituire l’Osservatorio Geometri Triveneto, una finestra aperta sul mondo della nostra professione dedicata ai giovani geometri; professione da valorizzare e che sta crescendo molto anche al femminile. Per dare un’idea del “fenomeno rosa”, nel 1997 le donne geometra erano il 5,1% contro il 94,9% di colleghi maschi; a fine 2008 eravamo l’8,8% del totale degli iscritti. In un decennio gli uomini sono aumentati del 32% mentre le donne del 138%, con una crescita complessiva della categoria del 37%.

 

Focalizzandosi sul 2008, nella fascia di età fino a 29 anni le donne iscritte alla Cassa di previdenza rappresentano mediamente il 21% rispetto ai colleghi uomini, mentre scende nella fascia 30-44 anni al 12% e nella fascia 45-64 crolla a meno del 3%. Il motivo principale può essere sintetizzato nel fatto che l’esigenza di costruirsi una famiglia, che mediamente avviene nella fascia d’età 30-44 anni, e, soprattutto, i doveri legati alla maternità, spesso compromettono l’attività professionale, con minore disponibilità in ufficio, in cantiere, con la clientela; con inevitabili conseguenze sul reddito, considerati gli irrisori ammortizzatori sociali.

 

Non ci si può permettere quindi di sorvolare su questo aspetto, visto che il segmento più corposo delle iscrizioni riguarda appunto la categoria delle donne. Di fronte quindi alle esigue iscrizioni di giovani ai Collegi, siano essi uomini o donne, e/o all’abbandono della professione da parte delle donne dopo pochi anni di lavoro, ci siamo proposti, come Osservatorio, di effettuare una ricerca per proporre alla Cassa Nazionale dati, idee e collaborazione per delineare nuove misure a sostegno della categoria.

 

Il progetto è stato presentato a Roma nel novembre del 2010 e, dopo cinque mesi, il gruppo di lavoro Osservatorio Geometri  Triveneto formato da donne geometra del Nordest, ha già prodotto il risultato di una ricerca compiuta su due fasce d’età: fino ai 29 anni e fra 30 e 44 anni. La finalità è quella di trovare delle soluzioni per incentivare le iscrizioni e la permanenza nei Collegi dei giovani e delle donne. Punto focale per una Cassa di previdenza che si sostiene solamente con le contribuzioni degli iscritti è infatti quella di avere la garanzia di una continua crescita delle iscrizioni e della continuità professionale, pena la difficoltà di erogare le prestazioni pattuite.

 

A tal fine è stato redatto un questionario, sottoposto a 6.600 colleghi appartenenti alle fasce di età in esame, a cui ha risposto il 34% degli interpellati. Un chiaro successo, indice della sensibilità che gli interessati hanno dimostrato in merito alle tematiche sottoposte.

 

Di seguito si riporta una sintesi dell’indagine, che vede una partecipazione del 75% nella fascia d’età tra 30 e 44 anni e del 25% nella fascia fino a 29 anni, di cui il 22% composto da professioniste. Quasi la totalità degli intervistati sono iscritti alla Cassa di Previdenza (93%) e solo il 2%, supera i 20 anni di iscrizione al Collegio; la fascia sotto i 20 anni di iscrizione è suddivisa quasi equamente tra i 5-10 anni di iscrizione e gli 11-20 anni.

 

Il 60% non ha ancora figli, ma quasi il 70% di questi dichiara di volerne avere nel prossimo futuro. Del 40% con figli, oltre il 55% dichiara che ha condizionato o modificato in modo significativo l’attività professionale, ovviamente riguardo il tempo dedicato al lavoro e all’aggiornamento professionale. Uno spaccato, questo, di numeri e percentuali che ben rappresenta le difficoltà dei giovani professionisti interessati al sondaggio.

 

L’aspetto famiglia è predominante sull’andamento e la gestione della professione, soprattutto per le professioniste donne quando arrivano i figli. Gli uomini non considerano l’ipotesi di lasciare il lavoro per dedicarsi alla famiglia, le donne sì, anche perché temono di non riuscire a fare bene l’una e l’altra cosa.

 

Il 23 marzo 2012 a Padova, il gruppo di lavoro, formato da consigliere o delegate nei 13 Collegi provinciali (in rappresentanza di un’area con 12.000 iscritti) ha presentato la propria attività nel convegno Welfare di categoria – tutele e garanzie: cosa si aspettano i giovani geometri, sintesi di un lavoro che si è concretizzato nel migliore dei modi per il fatto di aver coinvolto direttamente i giovani rendendoli partecipi all’iniziativa e per aver radunato tutti i collegi provinciali in forma libera dimostrando responsabilità nel condividere e portare avanti iniziative per la categoria; inoltre, è stata data voce a tante colleghe (il 22% del campione intervistato) che spesso rinunciano al lavoro rendendosi protagoniste all’interno dell’ammortizzatore per eccellenza che è la famiglia.

 

Le proposte emerse dall’indagine si possono suddividere in due fasce: per i giovani sotto i 29 anni la possibilità di prolungare a 35 anni l’età massima per la quale si usufruisce della riduzione dei contributi di iscrizione e la possibilità di estendere a tutti i primi 5 anni di iscrizione l’agevolazione contributiva di ¼ (oggi prevista solo per un biennio), sostenendo i neo iscritti in forma associata se mantenuta per almeno 5 anni. Per le donne, è emersa la necessità di ottenere sostegno con forme di incentivazione nei primi tre anni di vita del bambino e, cosa fondamentale, di considerare, ai fini pensionistici, una annualità in più per ogni figlio avuto o adottato. Oltre alle proposte di solidarietà a favore delle donne professioniste e per i neo-iscritti, dall’indagine emerge forte anche la necessità di riconoscere per l’intera categoria una indennità a quei geometri che accolgono i praticanti e ai quali corrispondono un rimborso spese, con l’obbligo degli stessi di iscriversi alla cassa e di dare la possibilità di accedere al servizio di pensione integrativa volontaria in caso di cancellazione prematura dall’albo.

 

La Cassa comunque ha già provveduto, sebbene debba ancora essere aperta una discussione generale sui temi, ad approvare alcune misure a favore di tutti i geometri, quali:
1) L’istituzione della previdenza complementare facoltativa, proprio perché, con l’applicazione del sistema contributivo, i giovani non avranno pensioni adeguate;
2) La delibera per tutti gli iscritti alla copertura assicurativa gratuita per le malattie da lungo-degenza LTC (malattie legate alla non-autosufficienza);
3) L’introduzione dal 2015, per il calcolo della pensione, di un sostegno alla maternità prendendo come riferimento per il calcolo della pensione i migliori 25 su 30 o i migliori 30 su 35 anni di contribuzione, prevedendo una riduzione del numero degli anni da utilizzare per la media reddituale di due anni per ogni figlio avuto, fino ad un limite di riduzione di 5 anni.

 

Il convegno si è quindi chiuso con una missiva al Presidente della Cassa Fausto Amadasi con la quale si riassume e si evidenzia la necessità:
1) di incentivare forme di tutela previdenziale e assistenziale che favoriscano la conciliazione degli impegni professionali con le incombenze familiari;
2) di facilitare l’iscrizione all’albo dei giovani attraverso la riduzione degli oneri contributivi;
3) di rivedere la tutela della maternità con opportuni provvedimenti;
4) di favorire la partecipazione delle donne e dei giovani negli organismi direttivi dei collegi;
5) di presentare proposte statutarie modificative perché vengano concesse agevolazioni economiche ove risultino evidenti necessità;
6) di dare concretezza ai temi delle pari opportunità.

 

Un lavoro frutto di un chiaro intento, quello della difesa della categoria professionale ideato e sviluppato dalle colleghe del Friluli Venezia Giulia Luana Tunini (Gorizia), Barbara Bernardi (Pordenone), Elisabetta Sormani (Trieste), Diane Copetti (Udine), Nicla Manetti (Udine); dalle colleghe del Trentino Alto Adige Helene Fischer (Bolzano), Cristina Chemelli (Trento); dalle colleghe del Veneto Sara Moratti (Belluno), Chiara Cattani (Padova), Giovanna Baldin (Padova), Samuela Boggian (Padova), Elena Tresoldi (Padova), Caterina Ferrari (Rovigo), Lisa Mattiuzzo (Treviso), Daniela Brazzolotto (Venezia), Marta Pasqualini (Verona), Vania Rama (Verona), Francesca Gasparotto (Vicenza), Paola Ambra Pigato (Vicenza), Alessia Zaupa (Vicenza).

 

L’appello che si vuole lanciare ai dirigenti nazionali e provinciali è dunque quello di dare voce e coraggio ai giovani ascoltandone le esigenze; e di formare anche in altre regioni gruppi di lavoro come quello ideato dall’Osservatorio Geometri Triveneto, inserendo con convinzione le nuove forze in ambito provinciale e nazionale quale “segno di cambiamento”.

 

Articolo di Daniela Brazzolotto, consigliere e membro del GdL dell’Osservatorio Geometri Triveneto

Il presente articolo è stato tratto dal numero 2/2012 di GeoLink, Rivista del Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Venezia (è possibile scaricare GeoLink 2/2012 in formato PDF)

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